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Billy, un cane meticcio di piccola taglia, è
morto tra atroci sofferenze, avvelenato da alcuni bocconi a base di
pesticida. Il suo padrone ha sporto denuncia contro ignoti e per la
morte del cagnolino ora è indagato un agricoltore di Pergine: il
pubblico ministero Carmine Russo aveva chiesto per due volte
l'archiviazione, ma il giudice per le indagini preliminari Marco La
Ganga l'ha respinta ed ha ordinato al pm l'iscrizione nel registro
degli indagati dell'agricoltore. I fatti risalgono al 29 gennaio
2006. Il padrone del cane era uscito con il suo amico a quattro
zampe per una passeggiata nella zona di Masi di Mezzo, all'indomani
di una forte nevicata. Al ritorno a casa la brutta sorpresa: Billy
ha iniziato a stare male. Vomito, bava alla bocca, irrigidimento del
corpo, erano i chiari segnali dell'avvelenamento, che dopo nemmeno
un'ora ha portato alla morte del cane. Il padrone, a quel punto, ha
deciso di scoprire cosa fosse successo e, seguendo le orme lasciate
sulla neve, ha fatto il percorso a ritroso, arrivando davanti ad una
ciotola, posta all'esterno di un'abitazione di Masi di Mezzo,
contenente alcuni bocconi, che il proprietario del cane ha
prelevato. L'esame tossicologico eseguito presso l'Istituto di
zooprofilassi di Trento ha confermato che Billy era morto per aver
ingerito del pesticida. Una circostanza che, purtroppo, non è certo
nuova in Trentino, dove puntualmente si registrano casi di animali
stroncati da micidiali bocconi a base di stricnina o di altre
sostanze letali, seminate da chi, evidentemente, odia i cani. Il
padrone ha sporto denuncia contro ignoti presso la stazione dei
carabinieri e si è affidato all'avvocato Elisa Zanolini. Nella
denuncia il padrone riferiva anche della ciotola trovata vicino
all'abitazione dell'indagato. L'ispezione eseguita a casa
dell'agricoltore ha portato al rinvenimento di diserbante e
topicida, ma non del pesticida responsabile del decesso di Billy.
Dalle indagini eseguite dai militari non risulterebbe invece che sia
stato fatto un raffronto fra il cibo ingerito dal cane ed i bocconi
trovati nella ciotola. Sulla presenza del contentore, va detto, che
il gatto del contadino, per sua stessa ammissione, sarebbe morto. Al
termine degli accertamenti il pm Russo ha chiesto l'archiviazione
del caso, ma il legale si è opposto. Il giudice ha dunque disposto
nuovi accertamenti. L'avvocato ha fornito agli inquirenti nuovi
elementi: tra questi anche alcune testimonianze di persone della
zona, nonché notizie sulla morte di altri cani, sempre per
avvelenamento, nelle stesse campagne. Al termine di questi ulteriori
accertamenti il pm ha presentato una nuova richiesta di
archiviazione, non ritenendo che vi fosse prova certa che il cane
aveva mangiato i bocconi avvelenati proprio nella zona vicina alla
casa dell'agricoltore né della volontarietà del gesto. L'avvocato
Elisa Zanolini ha presentato nuovamente opposizione, convinta che
tutto gli elementi raccolti nel corso delle indagini seguissero un
preciso filo conduttore. Il gip Marco La Ganga, come detto, alla
fine ha respinto nuovamente la richiesta di archiviazione ed ha
ordinato che il contadino venisse iscritto nel registro degli
indagati.
30/05/2007 |